Vitamina D e Colon Irritabile: le ultime ricerche (2019)

Le vitamine sono composti organici essenziali per la vita.

I ricercatori hanno osservato una carenza di vitamina D in buona parte delle persone affette dalla Sindrome dell’Intestino Irritabile.

La correzione di questa carenza vitaminica potrebbe ridurre i sintomi associati al colon irritabile.

In questo articolo scoprirai:

  1. Cos’è la vitamina D
  2. Cosa fa la Vitamina D nel tuo organismo
  3. Vitamina D e Colon Irritabile
  4. La vitamina D, la “vitamina del sole”
  5. Fonti alimentari di Vitamina D
  6. Intestino Irritabile: una Sindrome che colpisce molte persone
  7. Ricerche su vitamina D e colon irritabile
  8. Effetto dell’esposizione solare a mezzogiorno per pochi minuti
  9. Protezione solare e Vitamina D

Cos’è la vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile, vale a dire che si dissolve in grassi e negli oli. Grazie a questa proprietà il tuo corpo riesce a immagazzinarla e conservarla per lunghi periodi.

Esistono due principali forme dietetiche (studio):

  • Vitamina D3 (colecalciferolo). Si trova in alimenti animali, come pesce grasso e tuorli d’uovo.
  • Vitamina D2 (ergocalciferolo). Si trova ad esempio nei funghi.

Dei due, la vitamina D3 (colecalciferolo) sembra essere quasi il doppio più efficace nell’aumentare i livelli ematici di vitamina D come D2 (ergocalciferolo) (studio, studio).

Cosa fa la Vitamina D nel tuo organismo

La vitamina D ha effetti sulla salute delle ossa e promuove l’assorbimento di calcio e fosforo dal tuo intestino (studio).

Poiché la vitamina D contribuisce al mantenimento di ossa forti e sane e di una buna funzione del muscolo, i sintomi più facilmente osservabili in caso di una sua carenza sono dolori osteo-muscolari e debolezza.

Gli scienziati hanno scoperto recentemente che svolge anche un ruolo importante nella funzione immunitaria e nella protezione contro il cancro (studio).

Riassumendo, la vitamina D promuove:

  • ossa e denti forti
  • una buona funzione muscolare
  • inibisce la proliferazione delle cellule tumorali
  • migliora l’umore

Queste, tuttavia, sono solo alcune delle funzioni di questa importante vitamina.

Vitamina D e Colon Irritabile

vitamina d e intestino irritabile

Una carenza di vitamina D può, anche, avere un ruolo nella sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

La carenza di vitamina D è stata associata con MALATTIE INFIAMMATORIE GASTROINTESTINALI, cancro del colon-retto e depressione.

Normalmente potrebbe essere sintetizzata dall’uomo grazie all’esposizione alla luce solare, ma la contaminazione dell’aria e l’utilizzo dei vestiti ha portato la necessità di assumerla con la dieta.

sole vit D

Gli adulti di età compresa tra i 19 e i 70 anni necessitano di circa 600 UI (Unità Internazionali) di vitamina D al giorno.

Il controllo per la carenza di vitamina D nei pazienti con colon irritabile sta diventando una pratica comune per i gastroenterologi.

La valutazione dei propri livelli di vitamina D richiede un SEMPLICE ESAME DEL SANGUE.

Chiedi al tuo laboratorio di analisi di fiducia un dosaggio dei livelli di vit. D.

Capire in che modo la vitamina D può influire sul colon irritabile può aiutarti a decidere se parlare con il tuo medico circa l’assunzione di integratori per alleviare i tuoi fastidiosi sintomi.

La vitamina D, la “vitamina del sole”

La vitamina D è, in realtà, un ormone steroideo prodotto dal colesterolo quando la tua pelle è esposta al sole. Per questo motivo, la vitamina D si è guadagnata questo soprannome “vitamina del sole”.

Vitamina D sole

Quando la pelle è esposta alla luce solare, produce vitamina D a partire dal colesterolo. I raggi ultravioletti B (UVB) del sole colpiscono il colesterolo nelle cellule della tua pelle, fornendo l’energia necessaria per sintetizzare la vitamina D.

Il Sole è la tua migliore fonte di vitamina D.

Fonti alimentari di Vitamina D

A seguire alcune delle migliori fonti alimentari di vitamina D3,  facilmente reperibili e semplici da consumare:

  1. Salmone cotto (85 grammi): 447 UI / 11 mcg 75% della dose giornaliera consigliata o RDA (600 UI/dì)
  2. Tonno in scatola al naturale (85 grammi): 154 UI / 4 mcg 26% RDA
  3. Fegato di manzo cotto (85 grammi) 42 UI / 1 mcg 7% RDA
  4. 1 uovo intero grande (la vit. D si trova nel tuorlo) 41 IU / 1 mcg 7% RDA
  5. 1 sardina in scatola con olio e sgocciolata 23 UI / 0.6 mcg 4% RDA

Quale informazione importante possiamo dedurre da questa lista di alimenti?

Possiamo osservare che con circa 150 grammi di Salmone possiamo coprire il fabbisogno giornaliero di vitamina D.

Per il resto degli alimenti bisognerebbe mangiare porzioni troppo elevate per assumere una quantità sufficiente di vitamina D.

Altri cibi contenenti vitamina D sono olio di fegato di pesce, burro, latte arricchito con vit. D e funghi.

Anche se la vitamina D si trova in una varietà di alimenti, molte persone non ne assumono una quantità sufficiente.

Intestino Irritabile: una Sindrome che colpisce molte persone

La Sindrome del Colon Irritabile è la malattia più comunemente diagnosticata dai gastroenterologi.

Circa il 40% dei pazienti che riferiscono di avere una Sindrome dell’Intestino Irritabile è di sesso maschile, mentre circa il 60% è di sesso femminile.

L’attuale trattamento per questa condizione è focalizzato sull’alleviare i sintomi come il dolore addominale, la stitichezza, il gonfiore e la diarrea.

Per coloro che vivono con tale condizione, l’impatto va ben oltre il disagio fisico.

Spesso le persone che ne sono affette hanno e/o sviluppano difficoltà nelle proprie relazioni sociali, attività lavorative e di svago (viaggi, cene fuori casa, ecc).

Ricerche su vitamina D e colon irritabile

Alcuni ricercatori hanno osservato un’alta prevalenza di carenza di vitamina D nei pazienti con colon irritabile in diversi paesi nel mondo.

Non è chiaro il motivo per cui le persone con colon irritabile sembrano essere più carenti di vitamina D.

Teoria 1 del perchè le persone con colon irritabile hanno meno vitamina D

Una teoria enfatizza l’importanza dell’apporto alimentare.

L’alimentazione, infatti, svolge un suo ruolo importante, sia per quanto riguarda l’assunzione di cibi che ne sono ricchi, come pure un ottimale assorbimento a livello dell’intestino tenue.

È noto, infatti, che la steatorrea, la celiachia e altre condizioni intestinali che interferiscono con l’assorbimento dei grassi provocano anche una deficienza di vitamina D.

Teoria 2 del perchè le persone con colon irritabile hanno meno vitamina D

Un’altra teoria è che l’impatto dell’Intestino irritabile sulle abitudini quotidiane di una persona può impedire loro di assumere una sufficiente quantità di vitamina D.

La persona affetta da colon irritabile, infatti, provando malessere e disagio per i suoi disturbi, evita o riduce le uscite fuori casa (passeggiate, colazione o pranzo fuori casa, ecc) e la sua naturale esposizione solare.

colon irritabile e depressione

Questo può causare una riduzione cronica all’esposizione solare determinando, di conseguenza, un minor apporto quotidiano di vitamina D.

Cerca di spezzare il circolo vizioso negativo per cui:

STAI MALE –> INIZI AD USCIRE MENO –>

–> TI ESPONI MENO ALLA LUCE SOLARE –> PRODUCI MENO VIT. D –>

–> BASSI LIVELLI DI VIT. D PEGGIORANO IL TUO UMORE E L’INTESTINO IRRITABILE

Inizia semplicemente a portare fuori il cane più spesso e per più tempo, fai una semplice camminata a passo veloce o corsa leggera al parco.

Un minore apporto alimentare di vitamina D potrebbe peggiorare i disturbi del colon irritabile, come pure una minore attività sociale della persona può diminuire a sua volta l’apporto di vitamina D.

Non è chiaro dunque se sia nato prima l’uovo o la gallina.

Probabilmente le due cose sono interdipendenti.

Benefici della vitamina D sulla Sindrome dell’Intestino Irritabile

Al momento esistono pochi studi che hanno analizzato gli effetti dell’integrazione con vitamina D nelle persone affette da Sindrome dell’intestino irritabile.

I primi risultati sono molto interessanti e promettenti, ma non conclusivi.

I pazienti con intestino irritabile presentano, spesso, livelli insufficienti di vitamina D e potrebbero beneficiare, dopo un esame dei livelli ematici, di una possibile integrazione alimentare.

Dalle attuali ricerche, la supplementazione di vitamina D, ad alte dosi, è stata associata con:

  • una migliore salute intestinale
  • la prevenzione del cancro
  • la prevenzione dell’infiammazione intestinale

Studio 1

In uno studio il dott. Tazzyman e colleghi hanno somministrato una dose giornaliera di 3000 UI (Unità Internazionali), pari 75 mcg di Vitamina D3, osservando dopo 3 mesi un miglioramento della qualità di vita dei pazienti.

Studio 2

In un altro studio il dott. Abbasnezhad, e il suo team, ha esaminato gli effetti di alte dosi di vitamina D sulla Sindrome dell’Intestino Irritabile.

La metà dei partecipanti allo studio ha ricevuto una dose di 50.000 UI di vitamina D3 ogni due settimane per sei mesi.

L’altra metà ha ricevuto un placebo.

Oltre ai maggiori aumenti dei livelli di vitamina D, i partecipanti che hanno assunto la vitamina D hanno riportato miglioramenti significativi nei loro sintomi.

I ricercatori dello studio ritengono che gli integratori di vitamina D possano migliorare i sintomi del colon irritabile, ma sono necessari ulteriori studi per determinare se sia più appropriata l’assunzione di integratori su base giornaliera.

Il legame tra Sindrome dell’intestino Irritabile e vitamina D richiede ulteriori studi, tuttavia, dai risultati delle attuali ricerche scientifiche internazionali la vitamina D sembra essere un’opzione efficace e sicura per migliorare la qualità della vita e i sintomi nelle persone affette da intestino irritabile.

Effetto dell’esposizione solare a mezzogiorno per pochi minuti

sole estate

Il mezzogiorno, specialmente durante l’estate, è il momento migliore per ottenere la luce del sole.

A mezzogiorno, il sole è al suo punto più alto e i suoi raggi UVB sono più intensi. Questo significa che puoi esporti per meno tempo alla luce solare per sintetizzare una quantità sufficiente di vitamina D (studio).

Diversi studi hanno osservato che l’organismo è più efficiente nel produrre la vitamina D a mezzogiorno (studio, studio).

Per esempio, nel Regno Unito, 13 minuti alla luce solare di mezzogiorno durante l’estate tre volte alla settimana sono sufficienti per mantenere livelli sani tra gli adulti caucasici (studio). Nel linguaggio comune, col termine “popolazione caucasica” si identificano le persone di carnagione bianca.

Un altro studio ha rilevato che 30 minuti alla luce del sole estivo di mezzogiorno a Oslo, in Norvegia, equivalevano a consumare 10.000-20.000 UI di vitamina D (studio).

La dose giornaliera comunemente raccomandata di vitamina D è 600 UI (15 mcg).

Non solo è più efficiente ottenere la vitamina D a mezzogiorno, ma potrebbe anche essere più sicuro che prendere il sole pomeridiano. Uno studio ha scoperto che l’esposizione al sole pomeridiano può aumentare il rischio di pericolosi tumori della pelle (studio).

Il Mezzogiorno è il momento migliore per ottenere la vitamina D, in quanto il sole è al suo punto più alto e il tuo corpo può produrlo in modo più efficiente in quel momento della giornata. Ciò significa che potresti aver bisogno di meno tempo alla luce del sole a mezzogiorno.

La luce solare di mezzogiorno è un integratore di vitamina D a costo zero.

13-30 minuti di esposizione solare ti permettono di assumere una quantità significativa di vitamina D.

Protezione solare e Vitamina D

Teoricamente, indossare la crema solare può ridurre la capacità di produrre vitamina D.

Un modo per evitare questa possibilità è di esporsi al sole senza la protezione solare solo per i primi 10-30 minuti, a seconda del colore e di quanto è sensibile la tua pelle alla luce solare.

Dopo alcuni minuti di esposizione al sole applica la protezione solare per evitare scottature.

Indossa anche un cappello e occhiali da sole per proteggere il viso e gli occhi mentre esponi le altre parti del corpo. La testa è una piccola parte del corpo e produrrà quindi solo una piccola quantità di vitamina D.

È necessario esporre una quantità sufficiente di pelle alla luce solare per mantenere sani livelli di vitamina D nel sangue.

Per le persone di pelle chiara, esporsi al sole con canottiera e pantaloncini per 10-30 minuti tre volte alla settimana è sufficiente per produrre una quantità ottimale di vitamina D.

A questo punto abbiamo visto che la luce del sole è ottima per la sintesi di vitamina D, tuttavia, è bene anche guardare il rovescio della medaglia. Troppa luce solare infatti può essere pericolosa.

Alcune conseguenze di troppa luce solare sono:

  • scottature solari
  • danni agli occhi
  • invecchiamento cutaneo e altri cambiamenti della pelle
  • colpo di calore
  • cancro della pelle

Dopo 10-30 minuti di esposizione al sole è opportuno applicare la crema solare per evitare conseguenze dannose dell’eccesso di luce solare.

Il tempo di esposizione solare dipende dalla sensibilità della pelle alla luce solare.

Altre fonti

https://www.nature.com/articles/s41430-017-0064-z

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27154424

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26719813

 

 

Altre risorse utili per te

Integratore di vitamina D

Vitamina D3 – 1.000 UI, confezione da 150 capsuleù

Sindrome dell’Intestino Irritabile

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