30 sintomi della Celiachia negli adulti: celiachia classica, atipica, silente e potenziale

In questo articolo scoprirai i sintomi della Celiachia negli adulti e se possono rappresentare un campanello di allarme nel tuo caso specifico.

Cosa è la Celiachia

La celiachia è un’enteropatia (malattia dell’intestino) autoimmune (risposta immunitaria contro il proprio organismo) permanente.

Più precisamente è una patologia cronica infiammatoria determinata da una ipersensibilità verso la gliadina (proteina del glutine) che si sviluppa generalmente in individui predisposti.

Questa patologia è indotta da una risposta immunitaria che insorge in seguito all’ingestione di glutine, una proteina che si trova principalmente nel frumento, nell’orzo e nella segale.

Glutine celiachia

La presenza del glutine nell’alimentazione di queste persone determina conseguenze come atrofia dei villi intestinali e lesioni della mucosa duodenodigiunale.

30 sintomi della Celiachia negli adulti

La malattia celiaca può causare differenti segni e sintomi che variano a seconda dell’età del paziente, della dieta, della durata e dell’estensione della malattia.

La celiachia viene classificata in 4 forme a seconda della presenza o assenza dei seguenti sintomi:

Forma classica di Celiachia

In questo caso i sintomi della Celiachia negli adulti si caratterizzano per la prevalenza di disturbi gastrointestinali.

  • Diarrea cronica
  • Scarso Accrescimento
  • Distensione addominale
  • Sindrome da malassorbimento
  • Dolore addominale
  • Perdita di peso
  • Stanchezza
  • Malnutrizione
  • Steatorrea (sostanze grasse non digerite nelle feci)
  • Arresto della crescita
  • Distrofia estrema
  • Crisi celiaca (diarrea acquosa esplosiva, marcata distensione addominale, disidratazione, diselettrolitemia, ipotensione e letargia)
  • Ipotrofia Glutea
  • Vomito ripetuto
  • Malassorbimento

Forma atipica o asintomatica

Condizione caratterizzata da sintomi extraintestinali (assenza di sintomi intestinali).

  • Anemia sideropenica
  • Bassa statura
  • Osteopenia
  • Dermatite Erpetiforme
  • Aborti ricorrenti
  • Difficoltà a concepire
  • Alopecia
  • Epilessia
  • Cefalea
  • Epatite autoimmune
  • Ipertransaminasemia
  • Tiroidite autoimmune
  • Diabete mellito
  • Alterazioni dello smalto dentario

Forma silente

Questa forma di celiachia non hanno alcun sintomo e segno sopracitato (e ne hanno solo alcuni) e per questo viene definita silente.

Il paziente affetto da celiachia silente non ha sintomi e la scopre in maniera casuale.

Presenta, tuttavia, una predisposizione genetica per i geni HLA DQ2 e/o DQ8 e una sierologia positiva per gli anticorpi specifici quali gli anticorpi anti-endomisio (EMA) e gli anticorpi anti-transglutaminasi tessutale (tTG).

Queste persone sono apparentemente sane.

La loro condizione intestinale è alterata dal punto di vista delle biopsie, ma si presenta meno grave rispetto alle alterazioni osservabili in un paziente affetto da malattia celiaca conclamata.

I villi intestinali risultano tuttavia ugualmente danneggiati, motivo per il quale la patologia non è da prendere sottovalutare e va trattata in modo analogo analoga alla Malattia Celiaca Classica (MC).

Forma resistente

Come preannuncia il significato della parola “resistente” l’’atrofia dei villi, l’aumento dei linfociti intraepiteliali e i sintomi gastrointestinali permangono nonostante una dieta priva di glutine.

 

È molto importante una diagnosi precoce e accurata di questa malattia per evitare/limitare le sue complicanze poiché è associata ad un aumento del tasso di:

  • Osteoporosi
  • Infertilità
  • Malattie autoimmuni
  • Tumori, in particolare linfomi

Inoltre è altrettanto importante differenziare la Celiachia da altre condizioni patologiche che possono avere numerosi sintomi in comune quali la Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) e la Sensibilità al Glutine Non Celiaca.

Cenni storici

grano uomo primitivo

L’uomo originariamente non era un consumatore di glutine.

Iniziò a nutrirsi di alimenti con glutine circa 10.000 anni fa quando i primi insediamenti umani divennero stanziali.

In una regione del Medio Oriente, corrispondente all’antica Mesopotamia, chiamata “Semiluna Fertile” iniziarono a stabilirsi le prime tribù di agricoltori. Questi iniziarono la coltivazione dei cereali a discapito della pesca e della caccia che fino ad allora avevano costituito la maggiore fonte di apporto alimentare del uomo nomade.

I primi cereali coltivati dall’uomo per uso alimentare furono l’hordeum spontaneum ed il triticum dicoccoides, che erano rispettivamente i precursori dell’orzo e del grano.

Questi cereali primordiali non avevano le stesse caratteristiche agrobiologiche dei grani moderni.

Queste coltivazioni infatti davano un raccolto scarso per una prematura caduta dei semi e soprattutto avevano un basso contenuto di glutine.

Oggi il moderno triticum aestivum è un grano che possiede un quantitativo di glutine che può costituire fin oltre il 50% del corredo proteico di questo cereale.

La capacità di panificare e di creare un amalgama dalla farina di frumento è diretta funzione del quantitativo di glutine in essa contenuto. Per questo motivo durante gli ultimi decenni sono state selezionate varietà di grani con un quantitativo di glutine sempre crescente.

In merito ai sintomi della Celiachia negli adulti le prime descrizioni risalgono al III secolo dopo Cristo.

Si accenna per la prima volta alla celiachia nel 250 d.C. periodo in cui Areto di Cappadocia, scriveva dei koiliakos, dal greco “coloro che soffrono negli intestini” in cui è descritta una malattia intestinale difficile da curare.

Nel 1856, Francis Adams tradusse il termine greco in inglese con l’espressione “celiaci”.

Pochi anni dopo, nel 1888, Samuel Gee descrisse i sintomi dettagliati di questa condizione sia negli adulti che nei bambini, predicendo che l’unico trattamento consistesse nella dieta adeguata, con pochi alimenti derivati dalla farina.

Solo per la metà del XX secolo si chiarisce che tale malattia si manifesta in particolari soggetti, in seguito all’ingestione di alimenti contenenti glutine.

Quante persone colpisce?

Italia Celiachia

La celiachia in Italia colpisce 1 persona su 180.

Celiachia Europa

La prevalenza stimata Europa è tra 1:130 ed 1:300.

Celiachia Stati Uniti

Negli Stati Uniti la prevalenza è stimata intorno ad 1 caso ogni 250 persone.

Perché molti celiaci sono anche intolleranti al lattosio?

La celiachia è una condizione di intolleranza permanente al glutine che porta alla distruzione dei villi intestinali.

L’enzima lattasi deputato alla digestione dello zucchero del latte, il lattosio, si trova proprio sulla sommità dei villi intestinali.

Distruggendo i villi intestinali si riducono, quindi, i livelli di lattasi e ci si trova nella condizione transitoria di non riuscire a digerire il lattosio.

Il lattosio viene successivamente fermentato dai batteri del colon con conseguente mal di pancia, gonfiore addominale, crampi, diarrea.

I fattori ambientali e i fattori genetici che danno inizio alla celiachia

La patogenesi del morbo celiaco è multifattoriale e contribuiscono sia fattori ambientali che genetici.

Tra i fattori ambientali ci sono:

Glutine

È l’agente causale.

Costituisce il complesso proteico contenuto in alcuni cereali, quali il frumento, l’orzo, la segale e l’avena e una dieta priva di glutine provoca la remissione della sintomatologia e delle alterazioni istopatologiche.

Infezioni virali

Sembra che i virus aiutano ad “accendere” la malattia celiaca nelle persone predisposte.

Alcuni studi dimostrano che le infezioni virali, insieme alle proteine alimentari contenute nel glutine, sono in grado di simulare e potenziare la risposta immunitaria innata e possono innescare una malattia autoimmune.

La gliadina (una delle proteine che costituiscono il glutine) e i virus attivano gli stessi meccanismi che, in soggetti predisposti, possono contribuire alla comparsa del morbo celiaco.

I virus attualmente più incriminati sono

  • Rotavirus
  • Adenovirus 12
  • Epatite C

 

I fattori genetici sono molto rilevanti nel determinare la malattia e possono essere ascrivibili a geni HLA dipendenti ed HLA indipendenti.

Per HLA (human leukocyte antigen) si intende il sistema antigenico dei leucociti umani ed è il locus dei geni che codificano le proteine sulla superficie delle cellule che sono responsabili per la regolazione del sistema immunitario umano.

Fonti

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Sindrome dell’Intestino Irritabile

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