Microbioma Attualità : la Prima Microbiome clinic in Italia è al Gemelli di Roma

Il microbioma è l’insieme dei batteri buoni che colonizzano il nostro intestino, e rappresenta un importante passo verso la medicina del futuro.

I progressi scientifici sullo studio del microbioma intestinale, negli ultimi anni, hanno rivelato notizie importanti sull’impatto che i nostri batteri “buoni” hanno sulla nostra salute.

La realtà e la complessa funzione del microbioma intestinale è ancora in larga parte sconosciuta anche alla medicina clinica; ma recentemente si stanno studiando in maniera approfondita quei ceppi che non si potevano coltivare in vitro (quasi tutti) grazie alle nuove tecniche di ricerca basate sull’estrazione del DNA fecale con amplificazione in PCR, sequenziamento e classificazione tassonomica dei fila e delle specie.

Più di un trilione di microbi vivono nel nostro tratto gastrointestinale e sono responsabili di funzioni metaboliche, immuni e nutrizionali vitali.

La disbiosi, ovvero un’alterazione della flora batterica intestinale, è associata a molte malattie tra cui la sindrome dell’intestino irritabile, malattie auto- immuni e del sistema nervoso centrale.

 

Cos’è la “microbiome clinic”?

La microbiome clinic, o la clinica del microbioma, è un centro interamente dedicato allo studio della flora batterica intestinale, e delle patologie a essa associate.

Il primo, in Italia, è al policlinico Gemelli di Roma ed è composto da un’equipe di professionisti formata da un gastroenterologo, microbiologo, infettivologo e un nutrizionista.

La ricerca sta indagando su soluzioni terapeutiche basate sulla modificazione del microbioma intestinale, per malattie autoimmuni, intestinali, e neurologiche.

Ad oggi, il trapianto di microbioma è stato utilizzato per le infezioni da Clostridium difficile antibiotico – resistente, il quale consiste in un trapianto fecale da donatore sano nel tratto intestinale del paziente, con altissime percentuali di guarigione.

Ci auguriamo che, in un futuro non troppo lontano, le microbiome clinic si diffondano in tutti gli ospedali, considerando che tantissime malattie possono essere curate e/o prevenute attraverso la modificazione del proprio microbiota, e che la ricerca continui ad indagare sulle varie applicazioni terapeutiche che questo trattamento può avere.

 

Ma cerchiamo di capire bene la differenza tra microbioma / microbiota e le loro caratteristiche …

Caratteristiche del microbioma intestinale

Il microbiota non è costituito solo da batteri (microbioma) ma anche da funghi (micoma), virus (viroma) e protozoi:

pesa circa un chilo e contiene più DNA di quello contenuto nelle cellule dell’individuo ospitante.

Il microbioma è costituito da una decina di tipi (phyla), oltre 1000 specie di cui una quindicina predominanti (anaerobi in rapporto 1000:1) e oltre 15000 ceppi.

I due tipi principali sono i Bacteroidi e i Firmicuti, che complessivamente formano il 90% del microbiota.

Tra i Bacteroidi specie rilevanti sono la Prevotella, il Thetaiotamicron, l’Ovato, i Flavobatteri, tra i Firmicuti ci sono sia i Lattobacilli che i vari Clostridi.

I Bifidobatteri invece appartengono a un tipo minoritario, gli Actinobatteri, l’Escherichia coli ai Proteobatteri.

L’equilibrio tra Bacteroidi e Firmicuti è un elemento importante per l’eubiosi.

Alcuni studi cominciano a correlare specifici squilibri a precisi sintomi: ad esempio lo studioso Shukla correla il sintomo gonfiore con un significativo aumento dei Clostridi e dei gram negativi in genere rispetto ai controlli,
e la distensione con lo stesso squilibrio, più un aumento dei Thetaiotamicron e Pseudomonas.

Nel colon di soggetti con colon irritabile è stata osservata, rispetto ai sani, una quota inferiore di Bifidobatteri e una quota superiore di Veilonella e Ruminococco.

microbioma

 

Il microbiota vive in gran parte in simbiosi con l’organismo ospitante nel lume intestinale a livello della cosiddetta Gut Barrier, composta dalla barriera mucosa, film mucoso dove effettivamente vivono in batteri commensali, e dalla barriera epiteliale e sottomucosa dove avvengono gli scambi e le reazioni immunitarie agli antigeni esterni, anche alimentari.

 

Un buon equilibrio tra le diverse specie patogene/probiotiche/neutrali del microbiota (eubiosi), un’immunità locale
e una permeabilità intestinale non alterata da microinfiammazione permette una buona omeostasi all’organismo e il corretto funzionamento intestinale dal punto di vista della motilità, secrezione, assorbimento, attività mitotiche, profondità delle cripte e dei villi.

 

Quali sono le funzioni del microbiota intestinale?

Il microbiota è specifico per la specie umana e anche per la singola persona, mantenendosi stabile nel tempo, e ha varie funzioni:

  • immunologica: stimola per il sistema immunitario a livello enterico con produzione delle funzione immunitariaimmunoglobuline (IgA) secretorie, influenza sulla differenziazione linfocitaria e la  produzione di citochine; Inoltre ha anche un’azione difensiva in quanto compete con altri microorganismi patogeni;

 

  • metabolica: interviene nel metabolismo di carboidrati, proteine e lipidi, sostanze di natura steroidea (influiscono sull’assorbimento del colesterolo), la sintesi degli acidi biliari, di acidi grassi a catena corta, il metabolismo di farmaci e sostanze tossiche o cancerogene (nitroso-composti);

 

  • biologiche: produce la vitamina K e sostanze che concorrono alla struttura della barriera intestinale e che regolano l’espressione genica delle cellule enteriche condizionando l’assorbimento dei nutrienti, l’angiogenesi
    e la produzione di sostanze attive sul sistema nervoso;

 

  • controllo quantitativo e qualitativo dei gas intestinali: Il microbiota, in caso di dismicrobismo, può
    intervenire a più livelli nella genesi del sintomo gonfiore.

 

«Il microbiota intestinale, un complesso di un enorme numero di specie microbiche che abitano il nostro intestino, è una rete incredibilmente complessa di microbi che, interagendo, giocano un ruolo cruciale non solo nella digestione, ma anche in tutte le funzioni dell’organismo e nella difesa immunitaria»

Antonio Craxì, presidente Sige – Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva

FONTI:

https://www.progettoasco.it/Riviste/rivista_diseasemanagement/DM_Intestino.pdf

 

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