Dieta FODMAP: nuova cura per il Colon Irritabile

La Dieta FODMAP è una dieta, basata sulla riduzione di un certo tipo di carboidrati, che ha dimostrato di poter ridurre i sintomi derivanti dal colon irritabile.

La ricerca su questo tipo di dieta si è triplicata negli ultimi anni, ha avuto molti riscontri positivi dimostrando miglioramenti nella Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS), colite e morbo di Crohn.

La dieta fodmap può aiutare a migliorare i seguenti sintomi:

  • il dolore e la sensazione di disagio associata ai disturbi intestinali
  • il gonfiore addominale
  • gas e flatulenza
  • il transito intestinale alterato (diarrea, stitichezza)

La ricerca mostra che alcuni carboidrati possono causare irritazione delle pareti intestinali e contribuire allo sviluppo di questi sintomi.

dieta fodmap

FODMAP è un acronimo inglese che in italiano si può tradurre in:

  • Oligosaccaridi
  • Disaccaridi
  • Monosaccaridi
  • Fermentabili
  • E
  • Polioli

La dieta fodmap consiste nel ridurre gli alimenti contenenti questo tipo di carboidrati.

Negli ultimi anni i FODMAP sono stati riconosciuti come una possibile causa di innesco dei sintomi del colon irritabile, pertanto una dieta a basso contenuto di FODMAP è stata suggerita come strategia per migliorare i sintomi.

Vediamo, ora, nel dettaglio, ogni carboidrato appartenente alla famiglia FODMAP.

 

Oligosaccaridi

Gli oligo-saccaridi sono carboidrati difficilmente assorbili dall’intestino umano, quindi limitare tutti gli alimenti che li contengono potrebbe apportare benefici alla maggior parte delle persone che presentano sintomi della sindrome dell’intestino irritabile.

grano

Le fonti di questo carboidrato includono:

  • grano
  • fagioli, piselli e legumi
  • alcune verdure, in particolare la cipolla
  • inulina e FOS (fruttooligosaccaridi). Questi ultimi sono additivi alimentari trasformati, quindi è bene leggere sempre le etichette.

 

Disaccaridi

La principale forma di questo carboidrato è il lattosio che si trova nel latte animale, come il latte di mucca e di capra.

L’enzima in grado di digerire il lattosio è la “lattasi”, tuttavia è noto che nelle persone che presentano disturbi intestinali di vario genere spesso è presente una correlazione con l’intolleranza al lattosio.

La prevalenza della persistenza della lattasi è caratterizzata da variazioni geografiche: per esempio, è estremamente elevata nelle popolazioni dell’Europa settentrionale, raggiungendo il 90% in Scandinavia o in Olanda.

Al contrario, essa diminuisce progressivamente in Europa meridionale / Medio Oriente (50% in Spagna, Italia e popolazione araba pastorale) e India (20-40%) e raggiunge le sue percentuali minime in Africa (5% -20%) e Asia (1% in Cina).

Tutsi e Fulani, popolazioni pastorali dall’Africa, sono eccezioni, con una prevalenza di persistenza di lattasi rispettivamente del 90% e del 50%.

lattosioL’intolleranza al lattosio è caratterizzata principalmente da dolore e gonfiore addominale, diarrea e flatulenza ed è indotta dalla fermentazione del lattosio, presente nel latte e nei prodotti lattiero-caseari, a livello intestinale.

Poiché piccole quantità di lattosio sono tollerabili alla maggior parte delle persone, comprese le persone che soffrono di colon irritabile, di solito non è necessaria una completa esclusione.

La fonte principale di questo carboidrato includono è il latte (tutti i tipi compresi quelli scremati ecc) e di solito è una tollerato in piccole quantità (50 ml o meno).

 

Monosaccaridi

Una delle principali fonti di mono-saccaridi è il fruttosio.

Questo carboidrato è uno zucchero ed è presente, naturalmente, in molti frutti  e anche nel miele.

Le principali fonti includono:

  • mele
  • miele
  • piselli
  • fruttosio, contenuto principalmente in prodotti dolciari confezionati

È consigliato fare attenzione soprattutto a quest’ultimi (leggere bene le etichette).

 

Polioli

I polioli sono alcoli di zucchero che si possono trovare in vari alimenti dietetici e senza zucchero.

Esempi di polioli sono sorbitolo e xilitolo.  

Possono anche trovarsi, naturalmente, in alcuni frutti e in alcune verdure.

chewing gum

Le principali fonti di polioli includono:

  • Cwegum senza zucchero
  • Dolci senza zucchero
  • Alimenti dietetici
  • Pesche
  • Prugne
  • Funghi
  • Cavolfiore

 

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Fonti

www.ibsdiets.org

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/

 

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