Colon irritabile: guida completa sulla corretta alimentazione e integrazione alimentare

colon irritabileIl colon irritabile, scientificamente definita come “la sindrome dell’intestino irritabile o IBS”, è un disturbo digestivo caratterizzato da un gruppo di sintomi comuni, inclusi i cambiamenti nei movimenti intestinali e dolori addominali.

Il colon irritabile colpisce più del 10% della popolazione mondiale e, sebbene possa influenzare chiunque, è più comune tra i giovani e le donne di mezza età ( riscontrano i sintomi due volte più  le donne che gli uomini , soprattutto quelle di età inferiore ai 50 anni).

Non esiste nessun esame diagnostico che effettivamente conferma se qualcuno ha la sindrome dell’intestino irritabile o meno, per cui il monitoraggio dei sintomi è molto importante.

Dal punto di vista medico, la diagnosi si può stabilire quando un gruppo di sintomi si verificano insieme e durano per almeno diversi mesi.

Secondo la Fondazione Internazionale per i Disturbi Gastrointestinali Funzionali, alcuni dei più grandi segni e sintomi del colon irritabile includono dolori addominali e disagio ricorrenti, nonché cambiamenti nelle abitudini intestinali (sia la frequenza che la consistenza delle feci. (1)

La buona notizia è che tu puoi identificare i sintomi dell’intestino irritabile e trattarli naturalmente attraverso cambiamenti nello stile di vita e un piano di trattamento dietetico specifico per il colon irritabile.

Quindi, quali sono i sintomi comuni del colon irritabile e cosa puoi fare per trattarli? Diamo un’occhiata.

I sintomi più comuni del colon irritabile

colon irritabileLa sindrome dell’intestino irritabile è diagnosticata tecnicamente quando i sintomi persistono per almeno tre o sei mesi.

Oltre alla durata, anche la frequenza dei sintomi è un fattore diagnostico.

Per le persone che soffrono di colon irritabile, i sintomi dovrebbero essere presenti almeno tre giorni al mese, spesso anche molti di più.

Per alcune persone, i sintomi potrebbero verificarsi tutti insieme insieme e creare più disagio, mentre, in altri casi, non presenti solo uno o due sintomi (ad esempio, gonfiore, diarrea o costipazione).

I sintomi più comuni della sindrome dell’intestino irritabile includono: (2)

  • Alterazione dei normali movimenti intestinali, tra cui costipazione e diarrea. Alcune persone tendono a sperimentare la costipazione oppure la diarrea (uno più spesso dell’altro), ma è anche possibile avere episodi di entrambi i sintomi. La diarrea è considerata una defecazione con consistenza fecale liquida, spesso con molteplici scariche diverse volte al giorno. Per costipazione si intendono generalmente meno di tre movimenti intestinali settimanali e/o sensazione di incompleto svuotamento.
  • Gonfiore addominale
  • Dolori addominali e crampi (simili a quelli causati dal ciclo mestruale di una donna)
  • Nausea
  • Bruciore di stomaco o reflusso acido
  • Sensazione di pienezza o perdita di appetito

Solitamente, si verifica una sorta di sollievo nella maggior parte delle persone dopo aver defecato.

Anche se questi non sono “problemi digestivi”, sono spesso presenti i seguenti sintomi nelle persone con colon irritabile: (3)

  • Ansia e/o depressione (lo stress contribuisce allo sviluppo della sindrome dell’intestino irritabile, e può peggiorarne i sintomi, creando un ciclo vizioso che è difficile da rompere)
  • Necessità di dormire molto e stanchezza
  • Mal di testa
  • Gusto spiacevole in bocca
  • Dolori muscolari, specialmente nella parte bassa della schiena
  • Problemi sessuali, incluso un ridotto desiderio sessuale
  • Palpitazioni
  • Frequente o urgente necessità di urinare

9 Cibi da evitare 

1. Cibi ad alto contenuto di fibra insolubile

fibreLa fibra normalmente è una componente fondamentale della dieta.

I cereali integrali, le verdure e i frutti contengono fibre.

Sebbene la tolleranza delle fibre sia diversa per le diverse persone, la fibra insolubile può causare o peggiorare la diarrea in alcune persone con intestino irritabile. (studio)

Tieni presente che la fibra insolubile può alleviare la stitichezza, ma può anche farti sentire gonfio.

Alcuni studi scientifici hanno osservato che le fibre insolubili, come la crusca*, non sembrano essere utili e possono
anche aggravare i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile.

* Crusca: involucro fibroso che ricopre i semi del frumento e degli altri cereali

 

La principale fonte di fibra insolubile sono i prodotti integrali a base di frumento e segale (pasta, pane, biscotti​, ecc).

Meglio, invece, concentrarsi sulla fibra solubile, che si è dimostrata avere effetti benefici sul colon irritabile.

–> Gli alimenti con fibra solubile includono:

  • cereali, come avena e orzo
  • ortaggi a radice come le carote 
  • agrumi come arance, pompelmo e mapo (incrocio tra mandarino e pompelmo)

2. Glutine

Il contenuto di fibre insolubili nei cereali integrali può causare sintomi del colon irritabile.

Certi chicchi che contengono glutine possono causare altri problemi: la segale, il grano, ecc.

glutine e colon irritabile

Il glutine è un tipo di proteina a cui alcune persone sono intolleranti.

Le forme più comuni di intolleranza al glutine sono la celiachia e la sensibilità al glutine non celiaca.

La celiachia è una malattia autoimmune che si verifica in alcuni individui come reazione all’ingestione di glutine. Può causare alterazioni nelle cellule intestinalicon conseguente scarso assorbimento di sostanze nutritive. I sintomi principali sono simili a quelli del colon irritabile con diarrea.

La Sensibilità al Glutine Non Celiaca, invece, è uno stato infiammatorio cronico che si instaura, in alcuni individui, che scompare seguendo un regime alimentare privo di glutine.

Le persone con questa condizione possono sperimentare effetti negativi e sintomi gastrointestinali simili a quelli con celiachia.

Molte persone con intestino irritabile sono anche sensibili al glutine. (studio)

Alcuni studi hanno dimostrato che la sensibilità al glutine può essere coinvolta nello sviluppo dei sintomi per alcune persone, e che le diete prive di glutine possono migliorare questi sintomi.

Inoltre gli alimenti con glutine sono ricchi di particolari carboidrati chiamati FODMAP, che causano diversi problemi nelle persone che soffrono di colon irritabile.

–> Puoi consultare un medico esperto sulle patologie da glutine che ti aiuterà a capire se devi eliminare del tutto l’assunzione degli alimenti contenenti glutine.

3. Latticini

lattosio

I latticini sono problematici per due ragioni.

Molte persone con sindrome dell’intestino irritabile sono intolleranti al lattosio. (studio) Se sei intollerante al lattosio e hai la sindrome dell’intestino irritabile, potresti prendere in considerazione alternative come il latte di riso e il formaggio di soia.

È anche plausibile ipotizzare che, non solo il lattosio, ma anche altre componenti del latte possono causare/peggiorare i tipici disturbi del colon irritabile.

È stato suggerito che l’intolleranza al latte potrebbe in alcuni casi essere correlata alle proteine del latte.

La digestione della proteina “β-caseina A1”, contenuta nei latticini, rilascia un’altra proteina chiamata β- casomorfina 7, un frammento di proteina nota per peggiorare i disturbi gastrointestinali.

Se hai bisogno di eliminare completamente il lattosio per mettere fine ai tuoi disturbi del colon irritabile, chiedi al tuo medico se può essere utile un integratore di calcio.

4. Cibi grassi e fritti

fast food

Patatine fritte e altri cibi fritti sono un alimento veloce, economico e tipico dei fast food.

La frittura è un processo che può modificare la composizione chimicadegli alimenti, rendendoli più difficile da digerire.

L’alto contenuto di grassi, modificati dalla frittura, potrebbe essere particolarmente difficile da digerire per le persone affette da colon irritabile.

Questi alimenti rallentano la digestione perchè ritardano lo svuotamento dello stomaco e questo favorisce anche bruciore di stomaco e reflusso acido​​.

Inoltre, secondo le raccomandazioni alimentari della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) e dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’assunzione totale di grassi per un adulto dovrebbe variare dal 30% al 35% dell’energia totale. (studio)

I pazienti con la sindrome del colon irritabile devono limitare l’assunzione di grassi a 40-50 gr al giorno.

–> Alcuni esempi di grassi salutari sono noci, pinoli, olio di lino crudo biologico, olio di oliva premuto a freddo e burro chiarificato.

Considera la possibilità di grigliare o cuocere i tuoi cibi preferiti per seguire un’alimentazione più salutare.

5. Legumi

fagioli

I fagioli, ad esempio, sono generalmente una grande fonte di proteine ​​e fibre, ma contengono un alto contenuto di particolari carboidrati (FODMAP) poco digeribili e assimilabili dall’intestino. (studio)

Altri legumi sconsigliati sono:

  • ceci
  • lenticchie
  • fagioli rossi
  • soia
  • piselli
  • fave

E’ stato dimostrato che un eccesso di carboidrati FODMAP aumentano i sintomi nella sindrome dell’intestino irritabile.

Nonostante i fagioli aumentino la massa delle feci per aiutare la stitichezza, di contro producono fermentazione e aumento del gonfiore e dei crampi addominali.

Se presenti i sintomi più comuni del colon irritabile (diarrea, stitichezza, crampi, gonfiore), ti consigliamo di aggiungere i fagioli al tuo elenco di cibi da limitare.

6. Dolcificanti: polioli e fruttosio

Alcuni di questi dolcificanti, noti come polioli si trovano spesso nellecaramelle senza zucchero, nelle chewing gum e nella maggior parte delle bevande dietetiche. (studio)

dolci

Tali ingredienti sono difficili da assorbire nell’intestino, specialmente se hai il colon irritabile, e questo peggiora i disturbi intestinali.

Il fruttosio è uno zucchero semplice (monosaccaride) che si trova in piccole quantità in cibi naturali (frutta e verdura) e in quantità molto più grandi in edulcoranti artificiali e prodotti dolciari confezionati.

1 persona su 3 presenta malassorbimento del fruttosio, e questo scatena alcuni sintomi del colon irritabile (diarrea, gas e gonfiore). (studio)

Attenzione in particolare allo SCIROPPO DI MAIS ad alto contenuto di fruttosio ​​utilizzato spesso per dolcificare prodotti come merendine, caramelle, alcuni tipi di pane (leggi le etichette) e bevande zuccherate.

Pertanto potrebbe essere utile limitare gli alimenti che lo contengono.

Assicurati di leggere le etichette degli ingredienti che consumi.

–> In alternativa puoi utilizzare lo sciroppo d’acero e lo zucchero integrale di canna.

7. Cioccolato al latte

barrette di cioccolatoBarrette di cioccolato, cioccolatini o dolci, specialmente al latte, possono innescare i sintomi del colon irritabile a causa della loro concentrazione di caffeina e dell’alto contenuto di zucchero, compreso lattosio.

Alcune persone manifestano stitichezza dopo aver mangiato cioccolato.

–> Se sei un’amante del cioccolato consumane max 30-40 gr al giorno preferendo cioccolato fondente (70% min) preferibilmente crudo o lavorato a freddo.

Se ti piace, puoi spolverare sopra un pizzico di cannella che lo rende più digeribile e buono 😉

8. Cipolle

Le cipolle sono alimenti aromatizzanti, tuttavia sono una delle principali fonti di fruttani, particolari carboidrati chiamati FODMAP, difficili da digerire e assimilare per l’intestino, e che possono causare gas e gonfiore addominale.

Inoltre alcune persone sono sensibili o intolleranti ad altri composti presenti nelle cipolle (studio).

Soprattutto le cipolle crude possono innescare gonfiore e crampi dolorosi.

Se le cipolle ti creano disturbi intestinali sostituiscile con spezie ed erbe aromatiche, o la parte verde dei cipollotti per dare sapore ai piatti.

9. Cavolfiori

Cavolfiori e broccoli sono alcuni degli alimenti più salutari in assoluto per l’uomo.

Nel caso della Sindrome del Colon Irritabile, tuttavia, risultano particolarmente difficili da digerire per le persone affette (studio).

Quando il tuo intestino inizia la digestione di questi cibi, è possibile osservare un peggioramento dei sintomi come aumento del gonfiore addominale e, a volte, stitichezza e/o diarrea.

 

Eliminando provvisoriamente questi 9 alimenti noterai, dopo 3-6 settimane (il tempo varia da persona a persona), una diminuzione dei tuoi sintomi e un aumento del tuo benessere generale.

Dopo circa 1 mese re-introducili uno per uno per valutare quale realmente peggiora i tuoi disturbi intestinali.

Prima di modificare la tua alimentazione chiedi sempre informazioni al tuo medico di famiglia.

 

Cosa mangiare: ecco tutto ciò che dovresti mangiare ma non mangi

1. Dieta a basso contenuto di FODMAP

dieta fodmapLa Dieta FODMAP è una dieta, basata sulla riduzione di un certo tipo di carboidrati, che ha dimostrato di poter ridurre i sintomi derivanti dal colon irritabile.

La ricerca su questo tipo di dieta si è triplicata negli ultimi anni, ha avuto molti riscontri positivi dimostrando miglioramenti nella Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS), colite e morbo di Crohn.

La dieta fodmap può aiutare a migliorare i seguenti sintomi:

  • il dolore e la sensazione di disagio associata ai disturbi intestinali
  • il gonfiore addominale
  • gas e flatulenza
  • il transito intestinale alterato (diarrea, stitichezza)

In questo articolo troverai un menu di prodotti low fodmap che ti aiuterà a capire meglio cosa puoi, o non puoi, mangiare –> “Dieta fodmap menu”

2. Fibre Solubili

Le fibre influenzano le funzioni intestinali aumentando la massa fecale, la quale stimola le pareti del
colon e permette di avvertire la necessità di evacuare.

Le fibre non vengono digerite a livello intestinale e agiscono come
prebiotico, cioè “cibo” per i batteri intestinali che normalmente risiedono
dentro di noi.

Le fibre solubili, come psyllium o semi di lino, sono molto utili soprattutto nelle persone che soffrono di IBS prevalente stitichezza.

3. Probiotici

I probiotici sono micro-organismi vivi che, quando presenti in quantità adeguate all’interno
dell’organismo, conferiscono numerosi benefici per la salute.

Si tratta per lo più di batteri (in alcuni casi qualche lievito) che sono “amici” del nostro intestino, lo
colonizzano e promuovono la sua salute.

Il microbiota intestinale nei pazienti affetti da IBS può differire da quello di individui sani, suggerendo
un’associazione tra microbiota e comparsa della sindrome.
In questo contesto, le strategie volte a modificare il microbiota nei pazienti affetti da IBS sono state
oggetto di crescente studio negli ultimi anni.

Diversi studi hanno dimostrato un effetto benefico dei probiotici sui disturbi
dell’IBS. kombucha
Oltre all’integrazione alimentare, è possibile assumere probiotici anche con l’alimentazione:

  • Verdure fermentate:
    crauti
  • Bevande fermentate:
    kombucha – kefir (di latte, di cocco, d’acqua) – yogurt biologico di pecora, capra, o mucca (meglio senza zuccheri aggiunti e senza lattosio)
  • Soia fermentata:
    miso di riso – tempeh

4. Integratori 

Di seguito vi elenco alcuni integratori consigliati per la sindrome dell’intestino irritabile:

1) Biointol© – Beta Glucano, Inositolo ed Enzimi digestivi

Biointol© è un integratore contenente Beta glucano, inositolo ed enzimi digestivi.

beta-glucani (o β-glucani) sono componenti della fibra alimentare, e hanno una serie di effetti benefici nel nostro organismo, tra cui il rallentamento dello svuotamento gastrico e l’incremento della peristalsi intestinale.

Negli ultimi anni numerosi risultati sperimentali hanno evidenziato il ruolo dei β-glucani dell’orzo e dell’avena per il controllo dei livelli di colesterolo e della glicemia (glucosio ematico) nell’uomo.

L’inositolo, a volte classificato erroneamente come vitamina B7, si riferisce solitamente al myo-inositolo, una piccola molecola strutturalmente simile al glucosio.

L’inositolo può equilibrare determinate sostanze chimiche nel corpo e aiutare in condizioni come gli attacchi di panico, la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo e la sindrome dell’ovaio policistico.

enzimi digestiviGli enzimi digestivi sono molecole proteiche che frammentano le macro-molecole alimentari in porzioni di più piccole per essere meglio assimilate dall’organismo.

Li troviamo in vari distretti dell’apparato gastrointestinale come saliva, stomaco, pancreas e intestino tenue.

Ognuno di loro ha un ruolo specifico.C’è chi scinde i grassi, chi é specializzato per scomporre i carboidrati o le proteine e la loro mancanza può creare numerosi disturbi come l’intolleranza al lattosio.

Uno studio, condotto dall’Università di Catanzaro, ha testato questo integratore ed è arrivato a tale conclusione:

 

l’unione di beta-glucano, inositolo ed enzimi digestivi riduce ilgonfiore, la flatulenza e il dolore addominale, migliorando la situazione clinica generale dei pazienti affetti da IBS (sindrome dell’intestino irritabile)

E’ indicato assumere questo integratore per almeno 4 settimane consecutive, o comunque come indicato nella posologia.

 

2) Kijimea Colon Irritabile©

Secondo molti studi, una alterazione della comune flora intestinale e una barriera intestinale permeabile (che lascia passare macromolecole e microorganismi nel flusso sanguigno) possono essere una delle cause che portano alla Sindrome dell’Intestino Irritabile.

Il potenziale terapeutico dei probiotici, in questi anni, è diventato di grande interesse e tra i suoi molteplici benefici vi è proprio quello di ripristinare il microbiota* e la barriera intestinale.

* Microbiota: insieme di microorganismi che, normalmente, colonizzano il nostro intestino apportando benefici a tutto l’organismo

Numerosi studi hanno osservato che alcuni probiotici possono ridurre diversi sintomi dell’IBS come:

  • il dolore addominale
  • il gonfiore
  • la flatulenza
  • la stitichezza

In particolare, uno studio ha evidenziato che il Bifidobacterium bifidum MIMBb75 ha ridotto significativamente i sintomi globali dell’IBS e nel dettaglio ha migliorato:

  • la distensione addominale (gonfiore)
  • l’urgenza di evacuare
  • i disturbi digestivi tipici del colon irritabile
  • il dolore
  • il disagio associato con il colon irritabile

Il Bifidobacterium bifidum MIMBb75 migliora i sintomi dell’IBS e la qualità della vita.

Un integratore che contiene questo probiotico è “Kijimea Colon Irritabile©”, la sua particolare caratteristica (che lo rende unico nel suo genere) è  che si insedia direttamente sulla parete intestinale.

Non a caso si parla di “effetto cerotto”.

Si può immaginare, pertanto, che Kijimea Colon Irritabile aderisca alla barriera intestinale danneggiata, proprio come un cerotto su una ferita.

Il risultato è che i germi non possono più penetrare all’interno della parete né dunque provocare un’irritazione dell’intestino.

 

3. Dicoflor 60

Il Lactobacillus rhamnosus GG (LGG) è un ceppo batterico caratterizzato da una buona aderenza alla parete intestinale e sopravvive all’acido gastricoe ai sali biliari.

È stato osservato che il probiotico LGG migliora i sintomi del colon irritabile, in particolare con prevalenza di diarrea e nei sottotipi di colon irritabile con intestino irregolare (periodi di stipsi alternati a diarrea).

È quindi di un integratore consigliato per i pazienti con colon irritabile.

L’integratore Dicoflor 60 è in forma di capsule e ogni capsula contiene sei miliardi di batteri u.f.c. o unità formanti colonie.

I pazienti hanno ottenuto i benefici sopracitati assumendo 2 capsule al giorno di Dicoflor 60, preferibilmente ai pasti, per 6 settimane.

 

Questi sono tre ottimi integratori che possono aiutarti a tollerare i sintomi legati al colon irritabile.

Ovviamente, il fatto che tu stia assumendo un integratore non ti esula dal rispettare una dieta adeguata che limita l’insorgere dei tuoi sintomi, che limiti gli alimenti che scatenano l’insorgere di questi; come ad esempio una dieta a basso contenuto di fodmap, o la dieta prescritta dal tuo nutrizionista di fiducia.

Altre risorse utili per te

Sindrome dell’Intestino Irritabile

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2 commenti

  1. Annarita Barani

    3 mesi fa  

    Buonasera volevo chiedervi se una persona che ha fatto il test genetico per celiachia che è risultato negativo è sicuramente non celiaco. Questa persona presentava dermatite gomiti. Un medico gli ha tolto il glutine per 2 anni sospettando senza fare indagini precise dermatite .di duhring ossia celiachia della pelle. Eliminando il glutine è scomparsa. Da circa un mese cioè da maggio di quest anno dopo avere fatto il test genetico per celiachia risultato negativo ha reintrodotto il glutine e ora dopo un mese sono comparse bollicine sulle ginocchia che egli attribuisce al sudore
    Io non so cosa fare. Non so se può essere celiachia della pelle. O se il test genetico è sicuro ed escluderebbe la celiachia della pelle. Se potete aiutarmi naturalmente pagando. Vi sarei grata.


    • Mauro Antonio

      3 mesi fa  

      Buongiorno Annarita,
      esistono altre condizioni oltre alla celiachia, come la sensibilità al glutine che non sono visibili al test genetico.
      La sensibilità al glutine è ancora oggi poco diagnosticata; questa condizione si instaura, in alcuni individui, come conseguenza di un regime alimentare comprendente il glutine e scompare seguendo un regime alimentare che ne è privo.
      I sintomi possono essere intestinali (diarrea, stipsi, dolore addominale, gonfiore..) o extraintestinali come anemia, afte, osteoporosi o eritemi.
      Se i sintomi scompaiono con una dieta priva di glutine,potrebbe trattarsi di una sensibilità e le consiglio di continuare questo tipo di alimentazione.

      Ad ogni modo,per maggiori informazioni, potrebbe contattare uno specialista di patologie da glutine.. le allego il sito dove sono presenti i contatti (riceve a bologna)—> http://www.umbertovolta.it/


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